Spostamento dell’attenzione degli investitori: Gli ETF sulle criptovalute statunitensi subiscono deflussi mentre i mercati globali guadagnano terreno
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L’interesse degli investitori per gli ETF su Bitcoin ed Ethereum con sede negli Stati Uniti sta diminuendo, mentre il capitale viene reindirizzato verso le azioni internazionali.
Per l’anno 2026, questi ETF hanno registrato solo due settimane di afflussi positivi, indicando una chiara tendenza.
Questa tendenza coincide con l’aumento dei rendimenti dei Treasury, con un mercato del lavoro statunitense solido e con afflussi significativi nei fondi azionari globali al di fuori degli Stati Uniti.
I capitali si dirigono verso i fondi azionari globali
Nelle ultime settimane, gli ETF Bitcoin spot statunitensi hanno registrato notevoli deflussi netti, con un crollo del patrimonio totale da circa 115 miliardi di dollari a circa 83 miliardi di dollari.
Gli ETF su Ethereum stanno subendo un calo ancora più marcato, con un patrimonio che è sceso da circa 18 miliardi di dollari a quasi 11 miliardi di dollari.
Questo sviluppo non è solo una reazione alle fluttuazioni del mercato, ma indica un vero e proprio cambiamento nell’orientamento degli investimenti.
Al contrario, gli ETF azionari internazionali stanno registrando uno dei maggiori afflussi degli ultimi anni.
A gennaio, questi fondi globali hanno attirato investimenti record, catturando quasi un terzo della raccolta totale degli ETF, nonostante detengano una percentuale minore del patrimonio complessivo.
Questa tendenza suggerisce una significativa riallocazione del capitale.
È sorprendente che più di 115 società dell’S&P 500 abbiano registrato un calo del 7% o più in sole otto sessioni di trading, e che l’indice sia sceso solo del 2% dal suo picco.
Sembra che gli investitori istituzionali stiano riducendo le loro partecipazioni nei popolari asset di crescita statunitensi, tra cui le criptovalute, e stiano invece investendo in mercati internazionali più convenienti grazie al miglioramento delle condizioni economiche globali.
Contemporaneamente, il rafforzamento dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti ha portato a un aumento dei rendimenti del Tesoro, rendendo le obbligazioni più interessanti rispetto agli asset più rischiosi.
Poiché Bitcoin ed Ethereum sono spesso trattati come opzioni di liquidità ad alto rischio, la loro performance tende a vacillare quando i fondi si spostano verso investimenti più sicuri e generatori di rendimento.
Questa situazione crea un vento contrario costante per le criptovalute.
In precedenza, gli ETF sulle criptovalute hanno rappresentato un importante motore della domanda, contribuendo ai movimenti di prezzo al rialzo grazie a consistenti afflussi.
Tuttavia, questa tendenza si sta ora invertendo. Invece di sostenere la corsa dei prezzi, questi ETF stanno funzionando come strumenti di distribuzione degli asset.
Sebbene questo non pregiudichi le prospettive a lungo termine delle criptovalute, ha un impatto sull’ambiente della liquidità nel breve periodo.
A meno che non si verifichi un rallentamento della rotazione dei capitali o un miglioramento delle condizioni macroeconomiche, i continui deflussi dagli ETF potrebbero continuare a mettere sotto pressione Bitcoin, Ethereum e il più ampio mercato delle criptovalute.

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