La domanda di palificazione di Ethereum crolla del 50% in mezzo alle difficoltà del prezzo
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Le recenti tendenze di Ethereum hanno sollevato delle perplessità, soprattutto in relazione alla stabilità del suo prezzo. Nell’ultimo giorno, il prezzo della criptovaluta è rimasto relativamente invariato, mostrando un calo di oltre il 5% durante la scorsa settimana. Nonostante un leggero aumento di circa il 4,5% dal 19 febbraio, le incertezze sulla sua ripresa in corso incombono.
L’analisi indica una divergenza rialzista nei giorni precedenti al 19 febbraio, suggerendo che la pressione di vendita potrebbe diminuire. Tuttavia, il concomitante calo della domanda di scommesse solleva questioni cruciali: L’aumento della liquidità sta esercitando una pressione al ribasso su questo potenziale rimbalzo?
La divergenza rialzista osservata tra il 15 e il 19 febbraio rappresenta una situazione in cui il prezzo di Ethereum tocca un minimo inferiore, mentre l’Indice di Forza Relativa (RSI) indica un minimo superiore, suggerendo un potenziale cambiamento nel momentum del mercato. Un RSI in aumento durante i cali di prezzo di solito indica che i venditori potrebbero perdere la loro presa, portando a una possibile ripresa. Dopo il calo a circa 1.740 dollari del 6 febbraio, Ethereum è riuscito a risalire vicino a 1.970 dollari di recente.
Sebbene questi indicatori suggeriscano che potrebbe essere in atto una ripresa, i dati esclusivi compilati dagli analisti hanno evidenziato una significativa flessione della domanda di staking. Per Ethereum, lo staking consiste nel bloccare ETH per proteggere la rete e ottenere ricompense, riducendo di fatto l’offerta liquida disponibile.
Tuttavia, un forte calo dell’attività di staking può reintrodurre l’offerta nel mercato, aumentando i rischi di vendita. Secondo dati recenti, i depositi netti cumulativi di Ethereum si sono dimezzati, passando da 1.994.282 ETH il 13 gennaio a soli 1.008.012 ETH il 22 febbraio: un calo impressionante di quasi 986.000 ETH.
Questa riduzione indica che un numero significativamente inferiore di ETH entra in gioco, consentendo una maggiore liquidità nel mercato. Questa situazione crea un paradosso: mentre i segnali grafici rialzisti suggeriscono una potenziale ripresa, la diminuzione della domanda di staking segnala un ritorno della liquidità che potrebbe limitare lo slancio verso l’alto.
La domanda successiva sorge spontanea: dove va a finire l’ETH reintrodotto? L’esame dei bilanci degli exchange offre le prime indicazioni. I saldi di Ethereum sugli exchange sono recentemente passati da 14.241.203 ETH a 14.586.720 ETH, con un aumento di circa 345.500 ETH, pari a circa il 2,4%. Questa impennata indica una crescente disponibilità di ETH per il trading, una tendenza che rispecchia i livelli osservati l’ultima volta il 4 febbraio, quando Ethereum ha subito un forte calo di prezzo.
La tempistica di queste tendenze è strettamente legata al calo dell’attività di staking, rafforzando l’idea che la riduzione della domanda di staking stia contribuendo all’aumento dell’offerta di liquidi. Inoltre, i movimenti delle balene di ETH, che possono avere un impatto significativo sui prezzi di mercato, hanno esacerbato questi spostamenti. Dal 19 febbraio, le partecipazioni delle balene sono diminuite da 113,65 milioni di ETH a 113,42 milioni di ETH, il che indica che circa 230.000 ETH sono stati venduti durante il tentativo di recupero di Ethereum.
Questa tendenza alla vendita implica che i detentori più importanti potrebbero sfruttare l’attuale liquidità invece di sostenere la ripresa. La combinazione tra l’aumento dei saldi di borsa e la vendita di balene suggerisce che la liquidità che sta entrando nel mercato potrebbe generare resistenza anziché sostenere l’aumento dei prezzi.
I dati sulla catena relativi alla base dei costi possono individuare i punti in cui potrebbe emergere questa resistenza. La base di costo indica i livelli di prezzo a cui gli investitori hanno acquistato i loro ETH e quando i prezzi si avvicinano a questi livelli, molti sono propensi a vendere per recuperare i loro investimenti, ponendo una sfida alla resistenza. I dati attuali mostrano che oltre il 2% dell’offerta di Ethereum è concentrata nella fascia tra i 2.020 e i 2.070 dollari, allineandosi strettamente con i punti di resistenza significativi sul grafico dei prezzi.
Pertanto, Ethereum si trova ad affrontare una fase critica di test. Un recupero efficace richiederà che i prezzi superino i 2.050 dollari e successivamente sfidino la soglia dei 2.140 dollari, raggiungendo potenzialmente i 2.300 dollari se lo slancio verso l’alto persiste. Tuttavia, quando l’ETH si avvicina a questi livelli, potrebbe verificarsi una significativa pressione di vendita a causa della concentrazione dei costi di base. Insieme al calo della domanda di staking e alle vendite di balene in corso, potrebbe risultare difficile per Ethereum assorbire l’aumento dell’offerta senza un’impennata della domanda.
Al ribasso, si è formato un livello di supporto cruciale intorno a 1.890 dollari, circa il 4% al di sotto del prezzo attuale. Se questo livello non dovesse reggere, Ethereum potrebbe regredire verso il minimo di febbraio, vicino a 1.740 dollari. Attualmente, Ethereum si trova in una posizione precaria; nonostante la divergenza rialzista accenni a una ripresa, diversi fattori – la diminuzione della domanda di palificazione, l’aumento dei saldi di borsa, la vendita di balene e la forte resistenza alla base dei costi – indicano che il ritorno della liquidità potrebbe giocare un ruolo decisivo nel determinare la traiettoria a breve termine di Ethereum.

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