Il raro calo dell’RSI del Bitcoin potrebbe indicare una prolungata stabilizzazione del mercato
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La recente attività del mercato del Bitcoin ha mostrato un cambiamento significativo, con l’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni che è sceso al di sotto di 30 per la terza volta in assoluto. Questo livello suggerisce che la criptovaluta si trova attualmente in uno stato di ipervenduto, con interessanti implicazioni per il futuro.
L’RSI è una metrica molto apprezzata che misura lo slancio delle variazioni di prezzo confrontando i guadagni medi con le perdite in un periodo di 14 giorni. Storicamente, letture così basse hanno preceduto fasi di consolidamento del mercato, una tendenza osservata nel 2015 e nel 2018, quando il mercato si è stabilizzato prima di scoppiare.
Al momento, il prezzo del Bitcoin si aggira intorno ai 66.000 dollari, in un contesto di paura incontenibile secondo il Crypto Fear & Greed Index, che è rimasto nella categoria “paura” o “paura estrema” per gran parte dell’ultimo mese. Da quando ha raggiunto il suo picco nel mese di ottobre, il Bitcoin ha subito un calo di oltre il 50%, sfiorando brevemente la soglia dei 60.000 dollari.
Guardando ai precedenti casi in cui l’RSI è sceso al di sotto di 30, emergono schemi degni di nota. Nel gennaio del 2015, l’RSI ha registrato circa 28, in concomitanza con il prezzo del Bitcoin vicino ai 200 dollari. In seguito, il mercato ha trascorso circa otto mesi di consolidamento prima di iniziare la sua ripresa. Una traiettoria simile è stata osservata nel dicembre 2018, quando l’RSI è sceso sotto 30 a circa 3.500 dollari, portando a tre mesi di movimento laterale prima di un’impennata dei prezzi.
Date le attuali dinamiche di mercato, sembra che il Bitcoin possa vedere un periodo di stabilizzazione intorno all’area dei 60.000 dollari nei prossimi mesi, ponendo le basi per un potenziale movimento al rialzo.

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