La potenza di estrazione del Bitcoin si riprende: Cosa succederà ai prezzi?
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La rete Bitcoin ha recentemente registrato un significativo rimbalzo del suo hashrate, una misura essenziale della potenza di calcolo totale dedicata al mining. Questa notevole inversione di tendenza si è verificata a febbraio, suggerendo un potenziale cambiamento nelle dinamiche del mercato.
Questo rialzo ha scatenato l’ottimismo degli investitori, portando a speculazioni sulla possibilità che il Bitcoin riesca a scrollarsi di dosso la tendenza al ribasso di cinque mesi e a riprendere slancio.
Capire il legame tra Hashrate e prezzi del Bitcoin
Le valutazioni precedenti indicavano che la rete Bitcoin avrebbe subito gravi interruzioni all’inizio del 2026 a causa di un insolito fronte freddo artico che ha colpito gli Stati Uniti. L’ondata di freddo, unita all’aumento del consumo di energia e alle nevicate, ha provocato una notevole tensione sulla rete elettrica. Di conseguenza, le autorità hanno emesso avvisi di risparmio energetico, causando interruzioni di corrente in diverse aree.
Di conseguenza, l’hashrate è crollato di circa il 30%, con la conseguente messa offline di circa 1,3 milioni di piattaforme di mining, che a loro volta hanno rallentato la velocità di creazione dei blocchi.
Tuttavia, a febbraio, l’hashrate ha dimostrato una notevole ripresa, rimbalzando da meno di 850 EH/s a più di 1 ZH/s, recuperando di fatto gran parte del terreno perso durante la crisi precedente.
Uno sviluppatore di Mempool ha notato che la difficoltà di mining di Bitcoin è aumentata in modo significativo, segnando il più grande aumento della difficoltà di mining mai registrato, che ha completamente contrastato il precedente aggiustamento al ribasso.
Anche con questa ripresa della potenza di calcolo, il valore di mercato del Bitcoin rimane al di sotto dei 70.000 dollari, non riflettendo l’ottimismo generato dalla ripresa dell’hashrate. Secondo le analisi di mercato di Hedgeye, il costo stimato per il mining di un singolo Bitcoin a febbraio era di circa 84.000 dollari, il che indica che molti minatori stanno attualmente affrontando difficoltà finanziarie.
La rinascita dell’hashrate illustra un ritorno delle operazioni di mining, suggerendo che i minatori stanno riacquistando fiducia nella redditività a lungo termine del Bitcoin.
Storicamente, tali recuperi a V dell’hashrate sono stati spesso precursori di significativi rimbalzi dei prezzi. Un esempio notevole si è verificato a metà del 2021, quando il governo cinese ha imposto un severo divieto sul mining di Bitcoin, provocando un calo del 50% dell’hashrate. Tuttavia, questo è stato seguito da una forte ripresa che ha coinciso con un’impennata del prezzo da circa 30.000 dollari a oltre 60.000 dollari entro la fine dell’anno.
Un esperto appassionato di Bitcoin ha osservato che la rapida ripresa dell’hashrate è un segno incoraggiante del ritorno della fiducia dei minatori, con tendenze storiche che indicano che i movimenti dei prezzi seguono spesso le variazioni dell’hashrate.
Ulteriori approfondimenti di CryptoQuant rivelano una diminuzione del deflusso medio di 7 giorni dai portafogli dei minatori, segnando i livelli più bassi da maggio 2023. Questa tendenza suggerisce che i minatori non stanno liquidando in modo aggressivo le loro attività, ma stanno invece tenendo duro in attesa di una ripresa dei prezzi.
Tuttavia, un’ulteriore analisi degli esperti indica che per una ripresa sostenuta è necessario superare la soglia dei 71.693 dollari. Questa soglia potrebbe essere un indicatore cruciale per il mercato in futuro.

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